meiandmyself

meiandmyself
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" LA MENTE E' COME UN PARACADUTE:

FUNZIONA SOLO SE SI APRE "


A. EINSTEIN

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lunedì 24 agosto 2009

The luck doesn't exist






" NON ESISTE LA FORTUNA,


ESISTE IL MOMENTO IN CUI IL TALENTO INCONTRA L'OCCASIONE "



(SENECA)








"La verità è che nella vita puoi scegliere di essere triste e sentirti triste

oppure di essere felice ed esserlo davvero, sta a te decidere. Ogni giorno."


(tratto da La fortuna non esiste di Mario Calabresi)







I have a dream
a song to sing

to help me cope

with anything

If you see the wonder

of a fairy tale
you can take the future
even if you fail


I believe in angels
something good in everything I see
When I know the time is right for me
I'll cross the stream
.


I have a dream

a fantasy

to help me through

reality

and my destination

makes it worth the while
pushing through the darkness
still another mile


When I know the time is right for me
I'll cross the stream
.

(I have a dream from Mamma mia! movie)





lunedì 17 agosto 2009

FROM.MA




RESILIENCY








" Non importa quante volte cadi.


Quello che conta è la velocità con cui ti rimetti in piedi. "


(Joe Biden)








STELLE


Tornano in alto ad ardere le favole

Cadranno colle foglie al primo vento

Ma venga un altro soffio

Ritornerà scintillamento nuovo




G. Ungaretti







venerdì 14 agosto 2009

Sin City





HEY, ESTOY VIVIENDO SIN VIVIR

ESTOY MURIENDO SIN PODER MURIR
.

MANDAME UN MENSAJE, UNA SENAL

MANDAME TU LUZ AMOR

MANDA UNA SENAL DE AMOR



(Manà - da Manda una senal)
.









In this town of pain

you could be the lucky one

fate turns on a dime


Where you are the King ?


In this room of shame

you could sink this town

and breathe another day









Where you are King ?


You'll never leave Sin City

just one kiss from the shadow

will be the touch of an angel

just one Kiss is all that you need



Where you are King ?



(Meredith Brooks - da Sin City)






mercoledì 29 luglio 2009

All u can do is keep breathing







" Bisogna sempre guardare il quadro generale,
non limitarsi al singolo tassello.
Non devi perdere di vista il quadro generale, capito? Mai. "














When the storms of life are raging
Stand by me
When the storms of life are raging
Stand by me

When the world is tossing me
Like a ship out on the sea

Thou who rulest when wanted
.
Stand by me
When I'm growing old and feeble
Stand by me

When I'm growing old and feeble
Stand by me

When I do the best I can
And my friends misunderstand


Thou who never lost a battle
Stand by me

Thou who never lost a battle
Stand by me


(Elvis Presley - Stand by me)




giovedì 16 luglio 2009

LA Dea Madre



Perché Io sono Colei che è prima e ultima

Io sono Colei che è venerata e disprezzata,

Io sono Colei che è prostituta e santa,

Io sono sposa e vergine,

Io sono madre e figlia,

Io sono le braccia di mia madre,

Io sono sterile, eppure sono numerosi i miei figli,

Io sono donna sposata e nubile,

Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono Colei che consola dei dolori del parto.
.
Io sono sposa e sposo,

E il mio uomo nutrì la mia fertilità,
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Io sono Madre di mio padre,

Io sono sorella di mio marito,

Ed egli è il figlio che ho respinto.


Rispettatemi sempre,

Poiché io sono Colei che da Scandalo e Colei che Santifica.




Inno a Iside

Rinvenuto a Nag Hammadi, Egitto
risalente al III-IV secolo a.C.







venerdì 3 luglio 2009

LunEAlbe




Il puledro e la sua giovane madre, entrambi dal mantello bianco-sporco, hanno nei movimenti una inusuale grazia imbavagliata che magnetizza l’attenzione ma che non chiarifica.
Anzi, confonde ancor di più; eppure non si può proprio evitare di esserne rapiti.





C’è una scenografica festa allo stadio: un folle circo ed una caleidoscopica giostra di cavalli al centro dell’arena.
In mezzo alla folla festante, la giovane donna è sorretta per entrambe le mani da due giovani uomini proprio niente male che le stanno ai lati come guardie del corpo totalmente inadeguate. Saltano come burattini di legno morbido e cantano ignari, ma c’è qualcosa di sinistro nello sguardo della giovane, tragico e sgomento.
Il suo è uno sguardo liquido perennemente in bilico fra la terra in autunno e il verde selva con l'aggiunta di guizzi biondi
(sguardo che proviene da molto lontano, da un altrove che se non ci sei già stato almeno una volta non potrai mai riconoscere ma che ti inquieta fino alle ossa).
Pare una bambola di pezza apparentemente in-animata che ha sbagliato palcoscenico e gioco.
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Sento la voce della bambina e quella della seduttrice, e spesso coincidono.







Continuando a compiacere gli altri si finisce solo per appesantirsi come grassi budini indigesti, snaturandosi e allontanandosi da Sé.
L’unica vera debolezza è che tutti abbiamo bisogno di qualcuno e di sapere che non siamo soli. Nessuno è chiaramente un continente chiuso su se stesso, ma la capacità di saper individuare le sole isole degnamente affini fa la Differenza. E’ un lavorìo lungo una vita, duro e pernicioso come gli impervi sentieri andini, e che spesso gonfia il cuore di dolore dolciastro come sangue fresco rubino.
Così, non ci resta che riconoscere che nel viaggio siamo davvero da soli
anche se non siamo soli.








E annunciare senza alcuna anestesia sulla ripugnante brutta faccia butterata della cattiveria in persona sì stupidamente suicida ciò che sinceramente pensi di lei è soltanto la prima conseguenza;
subito dopo ti alzi con necessaria lentezza plateale e te ne vai - passo irlandese - rompendo così ogni aspettativa, ogni previsione, ogni schema, ogni regola. Catene inutili e fasulle. Senza nemmeno sbattere la porta. Ecco.
Spada di Giustizia e Verità. Sollievo e liberazione. Ancora una volta, eppure è sempre la prima volta.











La vera creatività è un ampio cenote segreto colmo di sole e acqua freschi, profondi come un pozzo di terramare senza inizio e senza fine.
E’ una creatività che, a tratti, stilla spiragli di luce pura
come un imperturbabile rubinetto che perde random oppure di domenica mattina presto, molto presto.

Sono come mille spilli taglienti, questi lampi di sole che filtrano d’improvviso dietro la tenda bianco-sporco della ampia finestra di campagna, bagliori che inebriano e procurano a sorpresa una seria insolazione.
In parte ricordano il Fuoco che nessuno sa o vuole accendere veramente, tranne te, che sai e puoi. Veramente.



Ri-trovarsi finalmente e profondamente sole sopra quel letto a castello di paglia imprestato ai viandanti, mentre al di là nelle altre stanze sono tutti a coppie o a gruppetti da camerata.
“Papà, perché io che sono piccola devo dormire da sola, mentre voi che siete grandi dormite insieme nella stessa stanza e vi fate compagnia?!” la bambina promettente dimostra fin da subito d’essere interrogativo inopportuno e creatura osservatrice in modo altro, da sempre. Rosea piccola spina fertile nel fianco degli ottusi non-vedenti-non-udenti, ma gratuitamente-starnazzanti.







Il cuscino con effigiati Il sole da un lato e La luna dall’altro,
e – mannaggia - è sempre la Luna che lei sceglie senza esitazione, palesando così una chiara e naturale predisposizione notturna e al mismo tiempo una sottile ma ben definita mancanza di equilibrio.
Come una prolungata e affilata linea che divide in modo netto il colossale e abissale crepaccio – ricorda il canyon, quello grande of course – ma di cui ci si accorge solamente quando si è ormai pericolosamente troppo vicino.



La Storia Infinita, ricordi? È così, proprio così, in fondo. Intorno alla sua testolina capricciosamente ricciuta di temibili aspidi rilucenti aleggiano la voce e gli indizi che essa rievoca attraverso quella storia.
Fulgidi cuori di Bambini geniali e incompresi, unici ambasciatori di quel MondArcano accessibile solamente a pochissimi: ai prescelti, agli auto-eletti ricercatori d’azzardo, ai veggenti solitari, agli indomiti enigmi esiliati, e pochi altri indefinibili.




Per favore, smettila di tentare di unirti al branco dei Coyote Tremanti, lo capisci che tu non sei come loro e che mai lo sarai?! Urla moniti sussurrati la vecchia dalle lunghe trecce bianco-sporco.
Inevitabilmente loro ti temono, perché loro non sono come te: TU sei un LuPo, IL Predatore, accidenti,
te lo vuoi ficcare in quel teschio duro oppure no?
Sai, a volte mi ricordi quell’anatroccolo arruffato e scuro che pensava tanto ingenuamente che la sua famiglia fosse un gregge di stolte e arroganti papere petulanti, che ridere… ma la codardia e l’intelligenza suprema non sono mai andate d’accordo, non te ne sei ancora accorta cara?
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Su, alza il tuo bel musetto all’insù, puntalo verso il nord - specialmente quando è sera fonda e ti è più facile scorgere la Grande Ruota a picco sul cranio celeste - e vedrai finalmente la tua vera famiglia d’appartenenza che si libra regale e maestosa in alto, in alto, sempre più in alto....






Ecco che di punto in bianco (-sporco) m’imbatto nel pocopiù(omeno)cheventenne dai capelli seducentemente indy, dalla bellezza incantevole, selvaggia e - ancora per poco - inconsapevole da commuovermi: assomiglia proprio al musicista di quel film e pure ad un giovane e vigoroso mustang delle praterie.
il suo fresco aroma accecante è talmente invitante che gli si può anche perdonare la sua pericolosa irresponsabilità di artista.. hmm - sono indecisa se mettermi a piangere piano, sogghignando di nascosto come un gatto con la piccola preda che generosamente e temporaneamente ha graziato, mentre mi limito a fantasticare su ciò che potrebbe
oppure se papparmelo in un sol sospiro alternando lentissime masticazioni di puro piacere a trangugiate ingorde e fameliche.
Ma, questa volta, so già in anticipo quale sarà la mia scelta.




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L’alba e i sogni. Il momento perfetto. Il passaggio segreto privo di mappa. La fessura fra il mondo delle lucciole e quello dei pipistrelli, spazi mai separabili fino in fondo né in sonno né in veglia, universi che si sovrappongono e fondono e confondono: melt into each other’s breathe.
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E tutto l’indicibile.




giovedì 25 giugno 2009

Iniziazione-Solstiziod'Estate-FemmininoSacro




" C'erano tanti rami fioriti di melo davanti alla statua di una donna velata e coronata di luce che teneva fra le braccia un bambino.
Morgana trasse un respiro tremulo e piegò la testa davanti alla Dea.
Guardò la statua di Brigida e sentì il potere che se ne irradiava. Ma Brigida non è una santa cristiana, anche se Patrizio lo crede. È la Dea, così come viene chiamata in Irlanda.


E io lo so: queste donne riconoscono il potere dell'Immortale.

Anche se esule, Lei prevarrà.
La DEA non abbandonerà mai gli uomini. "








" Sotto il manto della Dea, come ogni DONNA è mia sorella e mia figlia e mia madre,
ogni UOMO dev'essere per me padre e amante e figlio "




"....qualunque cosa dicano i cristiani




tutti gli Dei sono un unico Dio
e
tutte le Dee sono una sola Dea
.
Chi può presumere d'imporre una sola verità a tutto il mondo?

Giura d’essere fedele a questa Verità, e di non aggrapparti a uno per disprezzare l’altro"










CREDO WICCAN:

"Conoscere,
osare,
volere,
in silenzio stare;
queste sono le quattro regole del Mago.
Per osare, dobbiamo conoscere.
Per volere, dobbiamo osare.
Dobbiamo avere volontà, per possedere l'impero.
Per regnare, dobbiamo stare in silenzio."





" Ma il coltello era al mio fianco mentre imparavo di nuovo a contare le maree del sole, dall'Equinozio al Solstizio e dal Solstizio all'Equinozio.
A notte alta, quando tutti dormivano, studiavo le stelle e lasciavo che la loro influenza mi filtrasse nel sangue, fino a diventare un perno sulla terra immobile, il centro della danza vorticosa intorno a me, del movimento delle stagioni.
Mi alzavo presto e andavo a dormire tardi, per trovare il tempo di vagare tra le colline con il pretesto di cercare erbe e radici per le medicine,
e invece ritrovavo le antiche linee di forza. "


" Uscirono nella notte. Una stella cadente saettò nel cielo e sparì lasciandoli abbagliati.


Un portento.

La DEA benedice il mio ritorno a me stessa... "










(brani tratti da "The Mists of Avalon")
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giovedì 4 giugno 2009

My inseparable sweet loneliness

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essential as a magic balsam







Oh! Solitude, my sweetest choice
Places devoted to the night,
Remote from tumult, and from noise,
How you my restless thoughts delight!

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O! how I Solitude adore,
That element of noblest wit,
Where I have learnt Apollo's lore,
Without the pains to study it


( Katherine Philips from La Solitude de St. Amant )










mercoledì 3 giugno 2009

VARIAZIONI SELVAGGE

"... stupita ogni volta di svegliarmi nel mio letto, quasi che la caduta dovesse portarmi a un altro elemento, a un altrove d'altra essenza, dove finalmente mi sarei sentita a casa.
Più lontano di me. Grande più di me. Chissà dove. Questo desiderio d'altrove era dentro di me, anche se per assenza, come una mancanza imperiosa, e la sua indicibile presenza-assenza mi tormentava, mi ossessionava.






...Ma un luogo in cui non provavo alcun senso di estraneità c'era. Era la Camargue, ed era magica. Un sogno proveniente dal mare. A poche ore d'auto soltanto, si precipitava in un altro universo, in cui trionfava con impeto qualcosa di selvatico, di indomito.
Se ovunque avevo l'impressione d'essere una nota stonata,
là, invece, mi sentivo parte di una grande armonia.
Negli stagni, negli specchi d'acqua sconfinati, si sentiva la forza del Rodano, s'intuiva che poteva diventare un toro, ondate come cornate. Lì non c'era più il sole delle api e delle mimose da giardino, ma l'implacabile bagliore del mezzogiorno ai quattro punti cardinali.
I fenicotteri rosa, i cavalli selvaggi, smuovevano il penetrante profumo del sale e della terra. La libertà con cui, d'improvviso, gli uni prendevano il volo e gli altri partivano al galoppo scuotendo la criniera, mi rinvigoriva.
La Camargue era più di un paesaggio: la fugace avvisaglia, l'intuizione folgorante di un'armonia tra me e un avvenire.
Là, per la prima volta, ebbi il presagio di grandi cose, il presagio di un destino.
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Sapevo che era un territorio di tutt'altra specie, uno di quegli spazi da cui ci si slancia, e andarci mi piaceva più di ogni altra cosa. Correvo piena di gioia, di esuberanza, per quella terra d'orizzonti dove ogni cosa esagera: sole troppo rovente, vento troppo forte, troppo imprevedibili le acque. Mi ripetevo le parole di Cézanne: Non mi avranno.
Me lo diceva anche la Camargue, e a tratti smettevo di far salti, corse e capriole nell'erba alta, e m'imponevo di camminare in punta di piedi, per non disturbare. Ero un'ospite, soltanto tollerata, come mi ricordavano le scottature del sole sulle spalle dalla pelle chiara e le punture delle zanzare; e al tempo stesso mi sentivo cavallo, vento, furiosa marea, dolce giacinto. Mi rotolavo nelle onde. Finalmente amica del mio corpo, nè femmina nè maschio. Soltanto viva: interamente, meravigliosamente viva. "


(tratto da Variazioni selvagge di Hélène Grimaud)









venerdì 8 maggio 2009

AncestralSisterhood





BE the kind of Woman that


when your feet hit the floor


each morning


the devil says:

" Oh Crap, She's up ! "



grrrr ;-)